Tredici: la serie TV del momento

TH1RTEEN R3ASONS WHY, in italiano tradotta come Tredici è la serie, prodotta da Selena Gomez e Tom McCarthy, uscita venerdì 31 marzo su Netflix e che sta facendo un gran parlare.

La serie in principio era nata con l’idea di diventare un unico film. Nel 2011 la casa di produzione Universal Pictures aveva ottenuto i diritti sul romanzo che ispira la serie e aveva scritturato per il ruolo di Hannah, la protagonista, proprio l’attrice Selena Gomez, famosa per essere stata l’ex fidanzata della pop star Justin Bieber.

Solamente nel 2015 fu resa nota la notizia che Netflix, azienda statunitense, operante nella distribuzione via internet di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento, avrebbe realizzato la serie tv ispirata al romanzo 13 Reasons Why di Jay Asher.

La serie Tv “Tredici” è prodotta da Anonymous Content e Paramount Television e tra i produttori esecutivi troviamo, oltre a Tom McCarthy e Selena Gomez anche Brian Yorkey, Joy Gorman e Kristel Laiblin. L’adattamento della serie tv è stato affidato a Brian Yorkey, celebre per il musical Next To Normal.

La riprese della serie sono state girate interamente nella contea di Marin, California, nell’estate del 2016, mentre la prima stagione è stata interamente distribuita su Netflix nel marzo 2017.

La serie Tv Tredici e il romanzo, raccontano la storia di Clay Jensen (Dylan Minnette) un adolescente che, tornando da scuola trova davanti alla sua porta di casa una scatola indirizzata a lui. La misteriosa scatola contiene delle videocassette registrate dall’ex compagna di classe per la quale aveva una cotta, Hannah che spiegano le tredici ragioni che l’hanno portata alla decisione di suicidarsi.

La prima stagione della serie “Tredici” si compone di 13 episodi! Sarà forse un caso? 😉

Oltre ai produttori di tutto rispetto, anche il cast non delude:

  • Dylan Minnette – visto nella terza stagione di Scandal nel tragico ruolo del figlio di Fitz e Mellie, Jerry Grant – interpreta il protagonista Clay.
  • Katherine Langford è Hannah nel primo ruolo importante della sua carriera.
  • L’interpretazione della madre della suicida Hannah c’è Kate Walsh, l’indimenticabile Addison di Grey’s Anatomy e Private Practice, che ritorna al piccolo schermo dopo oltre 2 anni di pausa
  • Matthew Alan, fidanzato di Camilla Luddington (Jo in Grey’s Anatomy) nella parte di Seth.

 

Visto l’entusiasmo con la quale la serie Tredici è stata accolta dal pubblico e dalla critica, i produttori stanno già pensando ad una seconda serie.

Inoltre, trattando dei temi di forte attualità come il cyberbullismo, gira voce dell’esistenza di una petizione per far vedere la serie addirittura nelle scuole.

Nel famoso Rotten Tomatoes,  sito web che si occupa di aggregare recensioni e notizie sul mondo del cinema e delle serie TV, Tredici ha un indice di gradimento del 91% basato su 32 recensioni, con un voto medio di 7.33 su 10 e il seguente giudizio riassuntivo “Tredici completa il suo materiale d’origine con un avvincente sguardo al dolore adolescenziale la cui maturità narrativa contraddice la sua natura da young adult”.

Non ci resta che aspettare la seconda serie!

 

Diversi tipi di mal di schiena!

Le ultime statistiche sostengono che il mal di schiena colpisce, almeno una volta nella vita, circa l’80% della popolazione dei paesi industrializzati e il più delle volte una volta insorto è soggetto a varie ricadute.

Il mal di schiena è la seconda causa di assenteismo per malattia in Italia, che interessa in egual modo uomini e donne senza distinzioni.

Non tutti i mal di schiena sono uguali infatti possono colpire zone diverse: zona cervicale, zona dorsale, che corrisponde alla parte toracica, la fascia lombare ovvero la parte bassa della schiena che solitamente è quella più soggetta a dolori.

Per alleviare il mal di schiena esistono vari rimedi che spaziano dall’esercizio fisico, all’assunzione di una postura corretta durante tutta la giornata o la termoterapia che da sempre risulta utile ai dolori grazie alle proprietà terapeutiche del calore.

Non tutti i mal di schiena sono uguali e non tutte le terapie vanno bene: in questo articolo vogliamo illustrarti quali sono i 3 diversi tipi di mal di schiena e le loro caratteristiche.

Il mal di schiena cervicale

Il mal di schiena cervicale o cervicalgia colpisce principalmente la zona del collo e può estendersi a braccia e spalle. Le manifestazioni più comuni di questo tipo di mal di schiena sono formicolii, rigidità del collo, intorpidimento degli arti, torcicollo, e nei casi più severi difficoltà a muoversi con capogiri e vertigini.

Le potenziali cause sono molteplici: dalla postura davanti al pc per ore, al controllare sempre il cellulare, al colpo d’aria fino allo stress e al nervosismo.

Mal di schiena dorsale

Questa seconda tipologia di mal di schiena colpisce principalmente la parte superiore del dorso, tra le scapole e dietro le spalle. La cause anche in questo caso possono essere diverse: una postura scorretta, delle lesioni discali, contratture o problemi alle articolazioni invertebrali. Solitamente il mal di schiena dorsale si verifica a seguito di un insieme di concause. Il dolore è localizzato su un lato del dorso e può comparire anche durante il sonno, andando inevitabilmente a compromettere il riposo dell’individuo. Abitualmente si avverte quando si ruota o si piega il torace , si gira o inclina il collo, quando si tossisce o si esegue un’inspirazione profonda.

Mal di schiena lombare

Il mal di schiena lombare probabilmente risulta uno dei più invalidanti: rende difficili operazioni semplici come la discesa dal letto, il sollevamento di un peso, una camminata, l’andare in bicicletta etc.

È il mal di schiena più diffuso in assoluto, colpisce trasversalmente in egual misura uomini e donne di qualsiasi età, quasi tutti nella vita possiamo essere vittima di  questo fastidioso disturbo.

Le cause sono variabili e vanno dal comune sforzo alla completa degenerazione dei dischi intervertebrali come conseguenza dell’invecchiamento, dell’artrosi e delle ernie. Una delle manifestazioni più comuni ed improvvise è il colpo della strega, che fa rimanere letteralmente bloccati dal dolore e che può manifestarsi oltre che nella zona lombare, anche nei fianchi e nei glutei rendendo impossibile lo svolgimento delle comuni azioni di tutti i giorni.

 

Perché fa bene fare Sesso? Ecco 5 motivi

Da anni numerosi studi scientifici hanno dimostrato, e continuano a farlo, in che misura fare sesso con il proprio partner sia benefico per la salute.

sesso-saluteIn questo articolo potrai trovare ben 5 motivi per il quale è bene continuare mantenere una vita sessuale attiva.

È sempre molto importante non trascurare nessun segnale o sintomo, e rivolgersi per precauzione e controllo a specialisti come urologi o ginecologi. Un’attenzione particolare va alle donne che percepiscono dolore durante i rapporti sessuali anche senza particolari manifestazioni di infiammazione, è un sintomo che non deve essere sottovalutato per nessun motivo. Questa premessa è doverosa in prossimità della settimana della salute della rosa (18 /24 aprile).

Ma veniamo a noi!

Ecco i 5 motivi per i quali fare sesso fa bene alla salute, analizziamoli insieme:

  • BENEFICI AL SISTEMA IMMUNITARIO
  • BENEFICI AL CUORE
  • BENEFICI AL CERVELLO
  • LONGEVITA’ MASCHILE
  • MAL DI TESTA

Sistema immunitario

Secondo una ricerca pubblicata da Psychological Reports, avere una regola attività sessuale (fare sesso almeno 1 volta alla settimana) aumenta del 30 % le immunoglobuline A(IgA). Le immunoglobuline A (IgA) sono degli anticorpi presenti a livello delle mucose che hanno l’importante compito di difenderci dalle infezioni locali, ma anche da altre come ad esempio il raffreddore.

Fare sesso aumenta le difese del sistema immunitario e già questo potrebbe bastare come valido motivo.

Cuore

Il secondo motivo riguarda il cuore, principalmente del genere maschile: secondo uno studio del New England Research Institute in Massachusetts, pubblicato sull’American Journal of Cardiology. avere rapporti sessuali almeno 2 volte a settimana riduce del 45% la probabilità di sviluppare patologie a livello cardiaco. Ma non solo, i benefici interessano anche chi già soffre di malattie cardiovascolari. Secondo la rivista Circulation chi ha problemi al cuore non deve in nessun modo dire no al sesso.  È solamente una piccola percentuale (e un mito da sfatare) quella degli uomini che decedono durante un rapporto sessuale. Infatti nella maggior parte dei casi accade quando si tradisce il partner; questo avviene in quanto è la situazione in sé che va ad aumentare il livello di stress, causando ripercussioni sul muscolo cardiaco.

Cervello

Uno studio condotto dalla Coventry University, pubblicato su Age and Ageing sostiene che continuare ad avere anche dopo i 50 anni un’intensa attività sessuale aiuta a rallentare il declino cognitivo e a rafforzare la capacità di ricordare.

Longevità Maschile

Un interessante studio della University of Bristol e della Queen’s University di Belfast pubblicato sul British Medical Journal, ha misurato in 10 anni il tasso di mortalità di 1.000 uomini di età compresa tra i 45 ei 59 anni, arrivando alla conclusione che il sesso è una variabile importantissima, infatti fare sesso con regolarità riduce della metà (50%) il rischio di morte. Fare sesso ha sicuramente un ruolo protettivo per la salute degli uomini.

Mal di testa

Fare sesso può essere una buona medicina per controllare un attacco di emicrania o di cefalea a grappolo, due tra le più dolorose manifestazioni di mal di testa. Un gruppo di neurologi dell’Università di Münster, in Germania, hanno monitorato per due anni 400 pazienti affetti da questi tipi di mal di testa, scoprendo che circa il 33% aveva fatto l’amore durante l’attacco di mal di testa. Di questo 33%, il 60% dei pazienti con emicrania ha percepito un miglioramento dei sintomi (ma il 33% ha detto che è peggiorato) e il 37% di quelli con cefalea a grappolo (ma per il 50% il dolore è peggiorato).

Niente svolta per i giovani e il lavoro

Purtroppo la situazione dei giovani italiani e il mondo del lavoro rimane critica: è questa la conclusione alla quale si arriva sentendo le parole di Roberto Monducci , Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica che, in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato ha dichiarato che  “Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, nel 2016 non si è osservata una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. Secondo i dati provvisori del 2016, tale quota si attesta all’11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015”.

giovani-e-lavoroLa condizione è lievemente migliorata rispetto agli anni scorsi, nel 2016 si stima che 1 milione 250 mila minori sono in condizioni di grave deprivazione, ovvero stiamo parlando del 12,3% della popolazione al di sotto del 18esimo anno di età.

A questi dati seguono le parole di Monducci “I dati  confermano dunque l’urgenza degli interventi previsti dal governo per il contrasto alla povertà”.

Le famiglie guardano sempre più al risparmio, hanno una vera e propria propensione a “mettere da parte” denaro, infatti l’incremento del potere d’acquisto del popolo italiano è frutto del “traino della deazione” dal lato dei consumi.

La nota dolente del nostro Paese, oltre alla povertà è infatti il lavoro. Monducci ha spiegato infatti che “La quota di giovani che ha trovato lavoro nel periodo è più bassa sia rispetto a quella registrata nello stesso periodo dell’anno precedente (27,9%) sia di due anni prima (24,4%). Il segnale dunque è quello di una situazione del mercato del lavoro ancora sfavorevole per la fascia di età 25-34 anni”.

Ha poi continuato dicendo che “I dati longitudinali della Rilevazione sulle forze di lavoro – ha poi continuato il Direttore del Dipartimento per la Produzione Statistica – consentono di effettuare un’analisi delle transizioni verso l’occupazione degli individui disoccupati a un anno di distanza. L ’esercizio è stato realizzato per i 25-34enni confrontando i tassi di permanenza e transizioni osservati tra il quarto trimestre 2015 e il quarto trimestre 2016 con quelli degli analoghi periodi dei due anni precedenti. Il 21,2% dei 25-34enni disoccupati nel quarto trimestre del 2015 è occupato un anno dopo, il 43,8% risulta ancora disoccupato e il 35% inattivo” .

Inoltre, da questa indagine, sono emerse quali sono le modalità di successo migliori per quanto riguarda la ricerca di lavoro tra i giovani.

Nel quarto trimestre dell’anno 2016 il 18, 9% dei giovani hanno trovato lavoro tramite una diretta ricerca ad un’azienda o ad un datore di lavoro, mentre il 41,9% hanno trovato un posto di lavoro ricorrendo alle rete familiare, di parenti ed amici.

Secondo i dati Istat solamente l’8% ha trovato lavoro grazie ad agenzie interinali o ad altre agenzie private di intermediazione. Solamente un triste 2,5% dei disoccupati ha trovato lavoro grazie all’iscrizione ai Centri Pubblici per l’impiego , anche se la quota cambia in positivo al 7,1% per i giovani con un’età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Dati per nulla rincuoranti e che dimostrano come la svolta non sia ancora avvenuta nonostante un lievissimo miglioramento rispetto al biennio 2014-2015.

 

Come fanno la spesa gli italiani? I criteri di scelta!

La crisi economica, iniziata nel 2008 e non ancora terminata, ha  radicalmente modificato i comportamenti e gli stili di consumo del popolo italiano.

spesaI dati della ricerca sono stati raccolti dall’Istituto Demopolis per l’IBC, l’Associazione delle Industrie dei Beni di Consumo, che ha analizzato gli elementi che, al giorno d’oggi, hanno la maggior influenza ed impatto sulle scelte delle famiglie in fatto di consumi.

L’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, diretto da Pietro Vento, nello specifico studia le tendenze della società italiana con competenze mirate nell’analisi dell’opinione pubblica, nelle indagini demoscopiche, nella ricerca sociale, politica e di mercato, nella comunicazione e nella consulenza strategica

La ricerca è stata condotta nel mese di Febbraio 2017 su un campione di 1.000 intervistati rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.

La prima variabile in assoluto è quella delle “promozioni e costi”che incide di molto sul comportamento di 2/3 degli italiani che si accingono a fare la comune spesa alimentare.

La “notorietà della marca” ha una valenza determinante per circa il 60% dei cittadini italiani che si posiziona al secondo posto, mentre al terzo si trova con il 57% la variabile “dell’italianità delle produzioni”.

Il comportamento nei confronti dei consumi per la spesa alimentare è influenzato dall’abitudine: un intervistato su due dichiara infatti di scegliere più spesso un prodotto già acquistato, provato e giudicato positivamente.

Dall’inizio della crisi ad oggi, nel periodo 2011-2017, si nota un radicale cambiamento nei trend Demopolis, nei criteri di scelta dei prodotti.

La variabile “costo” infatti aveva un’incidenza del 59% nel 2011, per poi innalzarsi al 72% già nel 2013, ovvero nel periodo di crisi peggiore per la Repubblica Italiana. Nel 2017 questo dato si è abbassato, come citato in precedenza, anche se rimane forte il mood dei consumatori alla costante ricerca di beni acquistabili al miglior prezzo sul mercato.

Le altre due variabili ovvero “la conoscenza della marca” e la “fiducia nel brand” sono sempre rimaste presenti e importanti per il consumatore senza subire particolari oscillazioni, anche se oggi 6 italiani su 10 dichiarano di prediligere le marche più note a quelle sconosciute al momento dell’acquisto.

Secondo i dati emersi dalla ricerca dell’Istituto Demopolis , la terza variabile ovvero “l’italianità del prodotto” ha assunto per l’opinione pubblica un ruolo fondamentale a partire dal 2015: nel 2011 era solamente un cittadino su due che la riteneva importante, a fronte del 2017 dove ben 57 consumatori su 100 si dicono influenzati da questo elemento al  momento della spesa.

La crisi ha modificato il comportamento dei consumatori portandoli nella direzione della qualità. Il direttore di Demopolis, Pietro Vento, giustifica questo dato dicendo che “ Gli italiani hanno imparato ad essere più esigenti: se la necessità di risparmiare incide ancora, le scelte d’acquisto alimentari sono sempre più una questione di fiducia”.

Oltre alla tendenza verso la qualità da parte del popolo italiano è cambiato il valore percepito nei confronti del brand: la fidelizzazione verso un’azienda negli ultimi anni è in forte crescita in quanto vengono apprezzati dal pubblico l’impegno sociale e il rispetto per l’ambiente.

 

Curcuma si o Curcuma no?!

Qualche settimana fa agli onori delle cronache c’è stata la notizia della morte di una donna che aveva provato a curare un forte eczema iniettandosi sotto pelle delle particolari iniezioni a base di curcuma. Il trattamento è stato somministrato endovena da un naturopata della California, Jade Erick, facendo finire la donna in arresto cardiaco portandola alla morte.

Ma che spezia è la curcuma?

La curcuma (curcuma longa) è una pianta originaria dell’Asia meridionale, utilizzata da lungo tempo.

Fa parte della stessa famiglia dello zenzero e viene infatti utilizzata per pietanze come spezia ma è anche caratteristica per le preparazioni dell’Ayurveda. Questa radice si impiega da oltre 5000 anni nella medicina ayurvedicacurcuma come depurativo generale, digestivo, antinfiammatorio, contro la dissenteria, artrite e disturbi epatici.
Da questa pianta viene estratto un particolare composto, di colore giallo ocra, che prende il nome di curcumina.

Dall’industria alimentare vien utilizzato come insaporitore, colorante alimentare e conservante.

Negli ultimi anni sono uscite delle notizie, a seguito di studi, sulle diverse proprietà benefiche della curcumina, in particolar modo viene considerata un antinfiammatorio naturale, digestivo ed epatoprotettore. Sembrerebbe che fosse proprio fegato che la curcuma esercita una forte azione disintossicante, depurandolo da eccessi e scorie accumulate nel tempo. Per questo motivo è spesso indicata in caso di abuso di alcool o farmaci, cirrosi, epatiti o come digestivo per digestione lenta, pesantezza o disturbi intestinali.
Per tale motivo le aziende che producono integratori alimentari si sono buttati a capofitto su questa sostanza ed è nato il mito che la con la curcumina è possibile curare o prevenire numerose patologie dal cancro alla disfunzione erettile, fino a pensare di utilizzarla per via endovenosa.

In un soggetto sano la curcuma non presenta particolari controindicazioni. È consigliabile comunque chiedere prima dell’assunzione un parere al proprio medico curante soprattutto se si soffre di disturbi come ulcera gastrica, occlusione delle vie biliari, ittero o insufficienza epatica. Dosi eccessive di curcuma possono provocare nausea o acidità gastrica. Sono inoltre possibili interazioni con farmaci ipoglicemizzanti, anticoagulanti e immunosoppressivi, pertanto chi assume questo tipo di farmaci dovrebbe limitare il consumo di questa spezia. Infine è sconsigliata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 2 anni di età.

Il problema su questa sostanza è che nemmeno la ricerca scientifica ha ancora chiari i reali benefici della curcumina e non esistono quindi risposte certe e definitive. Di letteratura scientifica sugli studi sulla curcumina se ne trovano molto ma sono tutte sperimentazioni in vitro.

Secondo un articolo del Journal of Medical Chemistry la curcumina potrebbe rivelarsi una falsa pista: la molecola della curcumina in vitro mostra una serie di fantastiche proprietà non perché reagisca davvero con le molecole bersaglio dei test, ma perché è molto instabile e quindi tende a reagire con qualunque cosa presente, facendo quindi risultare positivo quello che invece è semplicemente un’interferenza.

Milanesi beffati da McDonald’s

“Non è tutto oro quello che luccica”.. questo proverbio bene si addice alla vicenda che ha colpito i Milanesi in questi giorni per mano del re degli Hamburger Ronald McDonald.

Una mossa di marketing travestita da esperimento sociale, il tutto per lanciare sul mercato 2 nuovi panini della famosa catena di fast-food.

Nell’ultimo periodo, soprattutto nelle grandi metropoli, sono molto in voga i piccoli locali dove come specialità vengono serviti gli hamburger gourmet. Lo stile di questi locali nulla a che vedere con i commerciali fast-food: il pane è di farine poco raffinate, la maionese è aromatizzata, i piatti sono particolari e i prodotti sono a chilometro a zero e molti altri dettagli che fanno la differenza, secondo “molti”. Questi locali vengono denominati hamburgerie, locali dove il gusto rustico del classico panino incontra l’innovazione, la raffinatezza in un contesto casual.

Ma davvero questi locali si differenziano così tanto per qualità da classici fast-food? È quello che ha voluto dimostrare il magnate Ronald McDonald, uno che di panini ed hamburger se ne intende e sui quali ha costruito un impero senza eguali.

Il finto hamburger gourmet di McDonald a Milano

A Milano le hamburgerie spuntano come funghi, è diventata una moda dilagante: ogni mese per non dire ogni settimana vengono aperti nuovi locali dove l’hamburger gourmet è il protagonista indiscusso. Uno davvero singolare ha aperto i battenti il 9 aprile con il nome “Single Burger”.

“Single Burger” è stato spacciato ai milanesi come il nuovo locale, la nuova impresa di 2 chef blasonati molto conosciuti Maurizio Rosazza Prin e Andrea Marconetti, 2 ex concorrenti di Masterchef.

In realtà i 2 chef erano complici del vero proprietario del nuovo locale, un certo sconosciuto Ronald McDonald. Il nuovo locale trendy in realtà altro non era che un nuovo punto vendita della famosa catena MCDonald’s.

Tale catena incontra da diverso tempo pareri differenti e discordanti pareri sulla qualità dei loro panini che vengono considerati inferiori per qualità e gusto a quelli serviti in queste modaiole hamburgerie.

Al locale è stato dato uno stile completamente diverso:  quelli che gli ignari commensali di “Single Burger” credevano hamburger gourmet serviti su tavolette di ardesia, accompagnati da rustici vasettini in vetro per le salse aromatizzate in realtà altro non erano che due nuovi panini ideati da McDonald’s .  Gli chef hanno ricevuto elogi e complimenti per i piatti serviti. A metà serata è stata svelata la verità: al posto dell’insegna “Single Burger” è comparsa la famosa scritta gialla di McDonald’s tra gli sguardi increduli dei clienti e un filmato dove venivano presentati i 2 nuovi panini della catena, gli stessi appena gustati da loro.

Della serie che veramente.. non è tutto oro quello che luccica!!

In Mostra a Torino quel che resta del Titanic!

Esattamente 105 anni fa affondava la “nave dei sogni”, definita inaffondabile in una tragedia che ha ispirato film e documentari ed ora anche una mostra a Torino. Fino al 25 Giugno infatti al parco del Valentino sarà possibile rivivere i suggestivi ambienti del Titanic in una mostra interattiva dal titolo “Titanic – The Artifact Exibition”, Promotrice delle Belle Arti, via Balsamo Crivelli 11.

In questa mostra sarà possibile conoscere le storie personali di chi era a bordo del transatlantico, le motivazioni del loro viaggio in America attraverso tutti i reperti che sono stati recuperati in varie missioni subacquee sia dei passeggeri di prima classe che dei tanti di terza classe.

Una sala intera della mostra è dedicata ai 37 italiani che si erano imbarcati nel più grande transatlantico dell’epoca e di tutte le testimonianze di chi è ancora in vita e che è stato testimone di tale tragedia.

Inoltre nel padiglione “italiano” sarà possibile ammirare un modellino della nave in scala 1 a 100 con i 4 ponti superiori arredati fedelmente costruito da Duilio Corradi che, dopo una lunga carriera in marina, è diventato una dei massimi esperti sul Titanic.

Oltre ai pezzi autentici della nave, oggetti dei passeggeri rinvenuti dall’Oceano sarà possibile immergersi nell’atmosfera del Titanic grazie alla ricostruzione in scala reale di un  alloggio di prima classe e di una cabina di terza classe. Ma non solo.. è presente una parete reale di ghiaccio che vuole avere come scopo quello di far sentire e comprendere ai visitatori della mostra le condizioni reali di freddo presenti al momento della collisione tra il transatlantico e l’iceberg nelle prime ore del mattino del 5 aprile1912.

Le audioguide, facoltative, raccontano la collisione con il grande iceberg e le fasi dell’affondamento della “nave dei sogni”. La mostra si conclude con il memoriale muro (wall) e con l’elenco di tutti i passeggeri presenti nel Titanic, quelli salvati, quelli scomparsi e quelli dispersi.

La notte della collisione con l’iceberg, domenica 14 aprile 1912 alle ore 23:40, causò uno squarcio e l’apertura di alcune falle sotto la linea di galleggiamento allagando i primi 5 compartimenti stagni del transatlantico. In 2 ore e 40 minuti l’inaffondabile Titanic si abissò, esattamente 2:20 del 15 aprile,  spezzandosi in due parti. Quella notte persero la vita 1518 dei 2223 passeggeri imbarcati, compresi quasi tutto l’equipaggio composto da 900 uomini. Solamente 705 persone riuscirono a sopravvivere grazie all’arrivo della nave mercantile Carpathia distante 58 miglia dal Titanic. 6 di questi furono salvati da una scialuppa, al comando del quinto ufficiale Harold Godfrey Lowe che tornò tra la gente finita nelle gelide acqua dell’Oceano Atlantico.

La temperatura infatti era di circa 0 gradi e tutti coloro che erano in mare avrebbero potuto resistere al massimo 10 minuti prima di assiderarsi. Infatti, gran parte dei naufraghi morì per ipotermia e non per annegamento, dato che quasi tutti indossavano il giubbotto salvagente di salvataggio.

 

Tutte le scadenze per la Dichiarazione dei Redditi 2017

Da un mese circa è partita l’operazione Precompilata 2017.

La dichiarazione è già disponibile dal 18 aprile 2017, cosa fare? I contribuenti possono visualizzare, accettare, modificare, integrare la dichiarazione del 2017 o integrare la precompilata mandata nel 2016.

Il 2017 porta con sé delle novità davvero interessanti. Rientrano infatti nella detrazione le spese per gite scolastiche, per  i corsi di lingua a scuola, per la bici a pedalata assistita e le cucine informatizzate per le persone con disabilità. Inoltre viene reso più facile il mantenimento per la detrazione per agevolazione in caso di vendita dell’appartamento e inoltre saranno detraibili anche i farmaci acquistati on-line. Inoltre nella circolare dell’Agenzia sono specificati tutti i documenti necessari per avere le detrazioni: i CAF e gli uffici dell’Agenzia non possono chiedere ulteriore documentazione se non quella elencata.

L’Agenzia delle Entrate inoltre ha messo on-line un sito contenente il calendario della precompilata 2017 con un countdown di 97 giorni, ovvero il tempo che intercorre tra la data in cui si potrà compilare il 730 pre-compilato del 2017 e la data in cui sarà possibile trasmettere in completa autonomia il modello tramite il sito dell’Agenzie delle Entrate.

La dichiarazione dei redditi del tipo “precompilata” è stata messa on-line il 18 aprile. Rispetto agli anni scorsi si parte con 3 giorni di ritardo dovuti ai giorni in cui quest’anno sono ricadute le festività pasquali.

Per quanto riguarda le modifiche alla dichiarazione pre-compilata sarà possibile farle a partire da martedì 2 maggio. Infatti da questa data saranno operative le funzioni di accettazione, modifica e integrazione. Questa data vale sia per i modelli 730 che per i modelli Redditi.

Adesso vediamo le scadenze:

  • 30 Giugno 2017: è il primo termine per i versamenti del saldo e del primo acconto per tutti i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta e per tutti quelli che presentano il modello Redditi, se sono a debito d’imposta.
  • 7 Luglio 2017 : è la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi tramite CAF o professionista abilitato. Possono scattare dei tempi supplementari con scadenza il 24 luglio 2017 ( rispetto agli altri anni viene prolungato di un giorno perché il 23 cade di domenica), solo alla condizione che entro il 7 luglio dello stesso anno sia stata effettuata la trasmissione di almeno l’80% delle dichiarazione a carico del contribuente.
  • 24 Luglio 2017: è la data ultima per chi decide di optare per “il fai da te”, direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Viene prolungata la scadenza rispetto ai CAF e ai professionisti abilitati.
  • 2 Ottobre 2017: Per chi invece presenta il modello Redditi (nel caso avesse una Partita Iva aperta o per redditi d’impresa) la data di scadenza per la trasmissione della dichiarazione dal sito dell’Agenzia delle Entrate, è il 2 ottobre 2017. Solitamente la scadenza era il 30 settembre, ma il calendario quest’anno è cambiato e quindi si hanno a disposizione 2 giorni in più. Inoltre entro la stessa data sarà possibile inviare un modello Redditi correttivo del 730 nel caso in cui il contribuente si accorga di aver inserito una detrazione o una deduzione non spettante o abbia indicato redditi per un valore inferiore.

Gli esperti digitali che in Italia non si trovano!

Gina Tost #17
Secondo un’indagine svolta dall’Osservatorio Startupper’s Voice, su un campione di circa 200 startup italiane, ben il 40% ha attivato un processo di ricerca di personale qualificato, senza però ottenere dei risultati soddisfacenti.
Nello specifico il 15% degli intervistati dichiara di aver individuato il candidato avente le competenze ricercate, mentre l’11% ha addirittura rinunciato alla ricerca del personale.
La domanda a questo punto sorge spontanea: cosa ricercano nello specifico le startup nei loro collaboratori? Non solo competenze tecniche ma anche le famose soft skills, ovvero delle competenze trasversali necessarie per interagire negli ambienti particolari nei quali le start-up militano.
Carola Adami founder e Ceo di Adami & Associati, società specializzata in ricerca di personale qualificato per Pmi e multinazionali spiega che “Per riuscire a portare sul mercato una nuova azienda è infatti necessario un alto livello di coesione all’interno del gruppo di lavoro, il quale sarà per forza di cose sottoposto a continue e stressanti pressioni”.
Le startup infatti si ritrovano spesso ad essere sommerse da rigide pianificazioni e dalla costante competizione con le altre imprese nascenti.
Quindi, la ricerca del candidato da inserire nel proprio team va al di là del mero soddisfacimento delle competenze tecniche, ma si basa anche su particolari compatibilità relazionali ed emotive.
È anche per questo motivo che la ricerca si fa dura. I dati inoltre non danno un’immagine rassicurante delle startup in Italia: l’80% e il 90% di queste fallisce in tempi brevissimi. Per quali motivazioni? Adami risponde “Un’idea commerciale inadeguata in partenza, una perenne insufficienza di liquidità e sì, la mancanza di un buon team di collaboratori”.
Per fare in modo che le startup crescano, anche nel suolo italiano, stanno vedendo la luce le cosiddette “accelerator” o acceleratori di impresa, ovvero aziende che decidono di metter a disposizione delle startup le proprie tecnologie e risorse, favorendo così l’accesso veloce e duratura di queste ultime nel mercato. Anche gli acceleratori di impresa non sono esenti però dallo stesso problema di ricerca di personale qualificato, da affiancare alle startup nascenti.
Le figure maggiormente ricercate sono i manager con capacità trasversali tecniche,capacità di sopportare situazioni di stress nella gestione di progetti diversi, nello stesso momento, con tempi ristretti e scadenze ravvicinate.

Una figura fondamentale per queste nuove realtà è il Business Development Team che riunisce il direttore commerciale e il recruiter, che deve impostare le strategie di vendita e individuare quali startup aiutare e far crescere, accogliendole nell’acceleratore.

Nello specifico le figure maggiormente ricercate dagli acceleratori di impresa sono: responsabili della realizzazione di sistemi elettronici e in grado di coordinare un team di hardware engineering, ingegneri hardware, ingegneri software, capaci di implementare applicazioni avanzate su piattaforme tecnologicamente innovative.